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Ferragosto sulle tracce di Milano Romana

14 agosto 2010

Cosa fare a Ferragosto se vi toccherà rimanere a casa? Ecco un’altra proposta: una passeggiata alla scoperta di Milano Romana fraluoghi d’arte sconosciuti, bellezze a portata di click e soprattutto: gratuite …


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Al di là di un’atavica rivalità culturale con Roma per il primato di città “capitale dello Stivale”, pochi ricordano che Milano è stata davvero capitale: non del Regno o della Repubblica d’Italia, bensì dell’Impero Romano d’Occidente. Era il IV secolo d.C., ovvero il tempo in cui in città si stabilì l’imperatore Massimiano detto Erculeo insieme alla sua corte, rendendo Milano una delle quattro capitali della Tetrarchia.

Pur essendo passata tanta Storia, con le molte guerre e mille avvicendamenti, distruzioni e ricostruzioni subite dalla città, ancora oggi passeggiare per alcune zone di Milano – o meglio, Mediolanum per i romani – significa poter respirare quell’epoca e scovare tracce di un illustre passato.

Vi proponiamo questa mappa virtuale, ovvero un itinerario ideale alla scoperta della Milano Romana. Non preoccupatevi per le distanze: al contrario di oggi, ripercorrerla all’interno delle sue mura sarebbe semplice e veloce data la ordinata organizzazione viaria a scacchiera, tipica delle città di fondazione romana, e la sua superficie decisamente ridotta rispetto a quella attuale.

Partiamo dal centro e dai suoi assi viari principali. Il forum, la piazza principale, era dove si trova l’odierna piazza San Sepolcro; il Cardus Maximus (l’asse ortogonale da est-ovest) percorreva via Cantù-via Santa Margherita terminando in Piazza della Scala in una direzione e da via Nerino arrivava al quadrivium del Carrobbio (tutt’oggi con questo nome) e qui a Porta Ticinensis (Ticinese, ovvero verso Pavia) nell’altra. Il Decumanus Maximus (l’asse ortogonale da nord-ovest a sud-est) è l’attuale corso di Porta Romana: ripercorrerlo significa partire da Porta Vercellina e giù per via Santa Maria Fulcorina; significa oltrepassare il Foro e giungere a Porta Romana, la stessa di oggi, e da cui un tempo partiva la via Emilia, la strada per Lodi e poi per Roma.

Fino qui, un tracciato abbastanza semplice anche se avrete notato un grande assente, “il centro” per antonomasia di Milano, Piazza del Duomo. Ebbene, quando Milano era capitale dell’Impero Romano d’Occidente, nel IV secolo, non esisteva: per visitarlo bisognerà aspettare la fine dell’Ottocento ed il completamento del “cantiere”. Al suo posto, e solo dall’inverno 2009 riaperta al pubblico come sito archeologico sotto la pavimentazione della Piazza, si trovava una importante basilica, prima dedicata al Salvatore e poi consacrata a Santa Tecla: un tempo era cinque navate e di essa è visibile già qualche traccia all’uscita della metropolitana del Duomo.

Ma non è finita! Il poeta gallico Ausonio ci fa da testimone dello splendore architettonico di Mediolanum negli anni fra il 380 e il 390 d.c., e racconta di una città metropolitana, cosmopolita e ricca di belle cose da vedere:

” A Milano ogni cosa è degna di ammirazione. Vi è profusione di ricchezze e innumerevoli sono le case signorili. La popolazione è di grandi capacità, eloquente ed affabile. La città … è circondata da una duplice cerchia di mura: vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle celebri terme erculee. Le sue costruzioni sono una più imponente dell’altra e non ne sminuisce la grandezza neppure la vicinanza con Roma”.

In quanto città imperiale, infatti, a Milano non mancava un imponente palazzo imperiale. Di esso non ne rimangono che pochi resti e una torre poligonale in una traversa di corso Magenta, anche se il palazzo, in origine, occupava l’intero quartiere fino a via Torino. In più, del suo complesso facevano parte anche un circo – la cui grande torre dei cancelli (Carceres) è oggi il campanile del Monastero Maggiore (rimangono visibili solo 27 metri del circo e gli attacchi delle volte che reggevano le gradinate) ed un teatro, oggi fruibile con visite guidate sotto l’attuale Palazzo della Borsa, non lontano dalla Zecca imperiale (i nomi delle vie del centro città aiutano in questo percorso).

Come ogni città romana, poi, Milano aveva le sue terme – Erculee, come l’imperatore: occupavano all’incirca 14.500 mq, da Corso Vittorio Emanuele fino a Corso Europa. E poi c’era un horreum, una sorta di silos delle derrate alimentari di cui si conservano tratti delle mura perimetrali nelle attuali cantine dello stabile di via Bossi al n° 4 tra via Bossi e via Lauro.

Non mancavano i luoghi di divertimento e di culto, collocati extra moenia, cioè fuori dalle porte urbane.

Oltre Porta Ticinese, infatti, c’era l‘anfiteatro (persino più grande dell’Arena di Verona) collocato tra via De Amicis e via Arena, e l’importante Basilica di San Lorenzo, una delle quattro chiese volute dal vescovo della città, Sant’Ambrogio, intorno al 380 d.C.

Non bisogna dimenticare che Milano, nel 310 d.C., vide siglare in un’altra chiesa palatina, San Giorgio a Palazzo (collocata lungo l’attuale via Torino), il famoso Editto di Costantino, norma che rendeva tollerata la religione cristiana.

Sulla base di un progetto di cristianizzazione fortemente voluto dal vescovo più famoso della città, Sant’Ambrogio, sorsero la basilica di San Lorenzo, e poi la basilica Apostolorum (oggi basilica di San Nazaro in Brolo o San Nazaro Maggiore, lungo Corso di Porta Romana), la basilica Virginum (San Simpliciano, alle spalle di via Solferino), la basilica Martyrum (Sant’Ambrogio). Ma Sant’Ambrogio si preoccupò anche della edificazione di battisteri – il primo fu proprio quello della basilica di Santa Tecla – e di chiese minori, come quella di San Babila.

Parliamo di edifici ancora visitabili, sia attraverso percorsi guidati per la città che ben riepilogati nei modellini e reperti custoditi al Museo Archeologico di Corso Magenta.

Insomma, la Milano Romana è davvero a portata di tutti: basta aprire bene gli occhi ed essere pronti a coglierla in tutta la sua magia!

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