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Mi bevo un Cafè d’Arte a Palazzo Reale?!

11 maggio 2010

Che ne dite di un Cafè Letterario a Palazzo Reale?

Un Caffè d’Arte per la precisione, un luogo di cultura e incontro all’aperto dove bersi un bicchiere di vino o accommpagnarsi a un buon libro preso in prestito della biblioteca d’arte.

Altro che petizioni per l’arrivo di Starbucks: è il Signor Starbucks ad aver emulato i tavolini dei bar di Milano e del Corso. Ecco quindi che lì, a due passi da dove tutto è iniziato, arriverà un cafè-location.

Dove? Come? Scopritelo con noi.

Prima di tutto: “perchè?”

Nonostante lo spopolare dei bar in tutta la città e la nuova tendenza dei bar-locali di lettura che offrono free wiifi insieme a una buona tazza di caffè, questo centralissimo Cafè vuole essere la location per rispondere al milione e 300mila visitatori che affollano Milano la scelgono fra le altri capitali/metropoli culturali.

Nessuna novità, però: per chi ha buona memoria, questa idea (bella, a dire la verità), è un un ritorno a “quei” Cafè Illuminati del Settecento, quelli milanesi come quelli parigini e londinesi, dove ebbe origine la cultura moderna e il piacere della vità di società poi sconfinata nelle Gallerie (proprio come quella di Vittorio Emanuele II).

“Questo” Cafè d’arte a Palazzo Reale dove lo troveremo?
Sarà nel cortile monumentale, ovvero, entrando dall’ingresso principale, bisogna superare il porticato e varcare la porta sulla sinistra.

Due piani di una caffetteria aperta su Piazza Duomo ma libera dal biglietto di visita alle mostre in corso.

Perciò, non un semplice bar di museo, ma una location aperta anche by night, con mostre la sera, e poi aperitivi e presentazioni di libri e convegni.

E qui veniamo all’aspetto più interessante: per “fare di Palazzo Reale un polo turistico «moderno», funzionale, dotato anche di biblioteca, sala lettura e centro congressi – come ha promosso l’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, sul modello della Tate di Londra e il Centre Pompidou di Parigi, c’è bisogno dei privati.

E’ stato ipotizzato un affitto di 84.147 euro l’anno per 200mq attualmente occupati dal Servizio sicurezza, mentre la concessione è di otto anni.

Fra dehor all’aperto, tavolini e momenti d’aggregazione, ci vengono in mente altri esempi di Cafè di successo alla milanese: che dire della Triennale, con il suo Triennale Design Cafè? Nei prossimi mesi inizieranno i lavori del bar al Museo della Scienza; punti di ristoro e ristoranti anche nei progetti di riqualificazione del Castello, dell’Arengario e di Brera.

Fra tanti cantieri, però, a quando le inaugurazioni?

Per la sede del Museo del Novecento all’Arengario bisognerà attendere ancora il 19 novembre 2010, e il Caffè (che avrà lo stesso gestore del ristorante in costruzione all’Arengario stesso), entro la fine del’anno.

E finalmente, ecco un’immagine di un’ipotesi progettuale per il Caffè letterario elaborata da Pasquale Mariani Orlandi, architetto del Comune, ma molti esempi di immagini di Cafè meneghini ce li offre anche il Corriere.it.


Insomma, ci vuole tempo perchè anche le belle idee legate alla cultura di Milano prendano forma … nel frattempo: mi bevo un caffè!

MilanoincontemporaneaP.

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