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Parla la fotografa Nikka Dimroci: Bukowski, Palahniuk, sesso e Love Will Tear Us Apart

9 febbraio 2010

Nikka Dimroci è una giovane fotografa italiana, è nata nel 1981 a Piacenza e si è laureata al DAMS di Bologna.

Sembrerà strano che milanoincontemporanea si interessi ad un’artista piacentina di lontane origini greche  con all’attivo già alcune esposizioni nel mondo, da Milano, Roma a New York (oltre che collaborazioni con alcune testate di moda e sport, italiane), ma dopo aver letto le sue parole non potrete che condividere la nostra scelta di avvicinarla e sapere di più sul suo lavoro per immagini.

I suoi sono scatti rubati da una scena già consumata dove, per stessa ammissione dell’artista:

come in un brutto film, i personaggi diventano caricature di se stessi”.

Chiamatelo dialogo ambiguo tra Amore e Morte, convenzione e provocazione, chiamatelo “riflessione sul sesso esibito e consumato senza sentimenti, sulla mercificazione dei corpi” in cui  trovare “il corpo femminile come icona e performance, l’interazione dei corpi con oggetti-simbolo, l’utilizzo di colori saturi e patinati, l’impiego sapiente e contrastato delle luci, la restituzione tattile e sensuale di tutti materiali, dalle epidermidi ai broccati” (a cura di Gabriella Guerci): noi vi daremo qualche idea dei suoi lavori più belli nella gallery, ma vi consigliamo di visitare, ancora in questi giorni , l‘esposizione milanese al Ristorante Guerrini in via Gaetano Previati 11.

Noi abbiamo avuto il piacere di conoscerla proprio attraverso le segnalazioni che ci fate per il Blog, quindi, come farcela sfuggire?

1) Come sei arrivata ad esibire le tue fotografie in una grande città, Oltre oceano, come New York?

Ho avuto la fortuna di conoscere ad una mia esposizione Elisa Mogavero, che al momento stava frequentando un master al NYU per diventare curatrice e press agent.

Abbiamo sperimentato insieme il nostro primo debutto nella Grande Mela, davvero un’opportunità unica , che si è poi ripetuta il giugno scorso per una mostra in collaborazione con CONTAMINATE NYC dove ho avuto la possibilità di esporre con un’altra fotografa di origine messicana, Maxine Nienow.

2) Su myspace ti possiamo trovare attraverso il nick miss chinaski (Ndr: personaggio di Bukowski misantropo e alcolizzato), mentre sul tuo sito riprendi una citazione di C. PALAHNIUK: “Perchè la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l’immaginazione. Perchè niente è eccitante quanto la tua fantasia.”

Esiste un’influenza della tua passione per la lettura sulla tua visione di vedere il mondo e, dunque, il tuo modo di fare fotografia?

Bukowski e Palahniuk sono assolutamente due grandi maestri e punti di riferimento per quanto riguarda la mia fotografia ma anche una chiave di lettura per guardare la nostra società. A Charles Bukowski è dedicato interamente il progetto work in progress “Miss Chinaski presenta”. E’ un lavoro che mischia fotografia e citazioni della prosa di Buk in un unico lavoro … quello che emerge è una visione anticonformista della società. Dai libri vengono estrapolate le didascalie delle foto che sono parte integrante dell’opera, un vero e proprio “ready-made”.

Bukowski aveva già scritto tutto con la sua solita e unica semplicità che lo contraddistingue: il mio lavoro è stato solo quello di abbinare un testo ad un’immagine che ho catturato in quel fatidico istante; l’inciso è un ulteriore chiarimento concettuale a ciò che ho voluto fotografare. Invece Chuck Palahniuk è una continua fonte di ispirazione, il suo e’ uno stile asciutto, scientifico e crudo, molto spesso dai suoi racconti estrapolo idee per i miei set; ciò che mi interessa è la critica alle oppressioni della società, ai modelli che ci vengono imposti. Da tutto ciò nascono altri progetti, in particolare un lavoro sui MANICHINI.

3) Ovvero?
Il manichino diventa l’impersonificazione di quello è per me una devastante serializzazione, massificazione, un inno all’apparenza; una vera e proprio mercificazione di ciò che è l’essere noi stessi, il nostro UNICUM viene sacrificato per essere uguale agli altri, per essere accettato dagli altri, dalla società. Come dice Chuck “Il mio scopo, che credo condiviso dalla maggior parte degli scrittori, è di intrattenere piacevolmente il lettore veicolando in modo indiretto dei messaggi che nella loro nuda verità risulterebbero sgradevoli.

4)Fotografie a colori e in bianco e nero. Quando preferisci usare una tecnica piuttosto che l’altra?

Questo dipende molto anche dai periodi. Pediligo il bianco e nero nei periodi più riflessivi, e invece in momenti maggiormente euforici mi piace creare delle immagini sgargianti con colori pop e forti. Non c’è una regola fissa, non è anarchia, piuttosto un gioco.

5) Quali saranno le tue prossime esposizioni?

Il 13 febbraio ci sarà una mia personale intitolata “LOVE WILL TEAR US APART” a cura di Gabriella Guerci a Piacenza, alla galleria Sottoesposizione in via Chiapponi 38.

Una serie di scatti a contenuto erotico ma senza amore, una sensazione di malinconia, il seme della tragedia si dipana sui visi dei ritratti.

Il kitsch, le maschere poi diventano la cornice perfetta di questa mercificazione di emozioni, un vero e proprio “fast food” dei sentimenti e anche “self service”. Tutti proiettati su se stessi, sulle proprie vite, non c’è tempo, non c’è da fare fatica, fingiamo agli altri ma inanzitutto fingiamo a noi stessi. E così il predominare di maschere, di elementi “kitsch” di travestimenti, tutto è giocato sull’apparenza, sulla falsità. Come in un brutto film i ritratti diventano le copie di loro stessi, tutto è finzione, come nella triste ballata dei Joy Division “Love will tears apart”.

5) Il luogo ideale per i tuoi lavori?
Un luogo ideale!? Uno spazio grande e luminoso, penso che sia un pò il sogno di ogni fotografo/artista. Questo soprattutto perchè gli ultimi lavori che sto facendo sono di grosse dimensioni e colori davvero forti, ma qualsiasi luogo è interessante per far avvicinare persone interessate alla fotografia e alla “poesia”.

Nikka sta cercando nuove location ad hoc per il suo mondo creativo e le sue immagini.

Date un occhio alle sue creazioni sui suoi siti e, se avete qualche idea, vi consigliamo di non lasciarvela scappare (la trovate in Nikkadimroci.com e sul suo Myspace) oltre nella gallery.

A proposito, guardate le modelle: ce n’è una in particolare di cui Nikka ha saputo immortalare un’infinita sensualità (cercatela e a breve avrete una sorpresa).

Paola P. – Giulia P.


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