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San Giovanni Battista o Giocondo? Il mistero di Leonardo è a Milano

5 dicembre 2009


Sabato in centro per i primi regali? Fate una tappa, imperdibile, e scoprite qualcosa di veramente unico: la Sala Alessi di Palazzo Marino (il Municipio di Milano in Piazza della Scala) espone il San Giovanni Battista o “il Giocondo” di Leonardo da tavola, olio su tavola (69×57 cm) del Louvre.

Un mistero tra ambiguità e santità che torna per la prima volta in Italia dopo il 1939, dal 27 novembre e solo fino al 27 dicembre.

Pare che la tavola del San Giovanni Battista venne vista nel 1517, già terminata, nello studio di Leonardo a Cloux, in Francia, insieme alla Gioconda e alla Sant’Anna, la Vergine e il Bambino.


Tre capolavori portati a compimento dopo l’ultimo, e secondo, soggiorno del Genio a Milano. Tre capolavori uniti da una storia avvolta nella leggenda, dalle mille interpretazioni (per gli appassionati di psicologia, Freud fece una sua personale rilettura della Sant’Anna in termini psicoanalitici. Ve la consiglio). Tre opere che manifestano la poetica di Leonardo e la sua capacità di esprimere i moti dell’animo attraverso l’aria, lo sfumato e il chiaroscuro, con quel quid di misterioso che le ha rese opere eterne dagli eterni dibattiti.

Un’occasione questa di Palazzo Marino, dopo la Conversione di Saulo allestita l’anno scorso, che vale “la coda”.

Sì perchè anche se non ne sapete molto di arte o di Leonardo, il Comune ha pensato a un ingresso in cui sarete accolti da pannelli e installazioni video esplicative,mentre all’interno ci sarà del personale pronto a rispondere alle domande.

Entrate nella Sala Alessi – quella dove si trova l’opera –  e giratevi verso l’angolo a sinistra: con buona probabilità ci trovere il gonfalone di Milano con l’iconografia tipica del nostro Sant’Ambrogio. Il patrono di Milano ha infatti la mitra e il pastorale, come tutti i vescovi, e in mano porta una verga – quella specie di frusta – con cui ci liberò dagli ariani.

Poi rigiratevi e ammirate il capolavoro stupendovi di fronte alla figura del Santo – un po’ angelo e un po’ ambiguo satiro – che emerge dal buio con la sua luce mistica, la mano rivolta verso l’alto (il dito è quello del San Tommaso del Cenacolo Vinciano) e i capelli inanellati di luce.

Ora vi chiederte: perchè anche questa opera di Leonardo sta a Parigi?

Dopo la morte del maestro di Vinci, nel 1517, l’opera venne trovata nel suo studio e venduta dal suo allievo prediletto, il Salaino, al re Francesco I di Francia. Passò poi al banchiere  collezionista Everhart Jabach, che ne fece pesanti ridipinture, e da qui al Re Sole, per arrivare al Louvre.

Per fortuna che artisti tutti lombardi – come Cesare da Sesto. La statua di Leonardo in piazza della Scala lo ricorda insieme ad altri suoi discepoli come Boltraffio – copiarono e presero appunti. Uno di questi fu lo stesso Salaino, il cui San Giovanni Battista e oggi si trova alla Pinacoteca Ambrosiana.

Sarebbe carino fare il gioco di un confronto, no?

Palazzo Marino
Sala Alessi
Piazza della Scala 2
Orari: 11-19.30; gio. e sab. 11-22.30
Fino al 27 dicembre


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